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Batteria ASUS B43JR

Come il precedente Shield Tablet, il nuovo Shield Tablet K1 integra il SOC Tegra K1, basato sulla stessa architettura Kepler alla base delle più avanzate GPU desktop di precedente generazione. Shield Tablet K1 mette anche a disposizione un display IPS da 8 pollici e multi-touch che opera alla risoluzione 1920x1200, 16 GB di memoria Flash integrata, slot per MicroSD, HDMI 1.4a e fotocamere anteriore e posteriore da 5MP.I giocatori possono fare lo streaming dei giochi processati dal PC desktop tramite la tecnologia GameStream e possono accede a GeForce NOW, altrimenti irraggiungibile con tablet di altri produttori. Inoltre, Shield Tablet K1 consente di giocare le versioni dei giochi Android ottimizzate per l'architettura Tegra e di giocare tramite lo Shield Controller. Si parla di titoli come Trine 2, Talos Principle e del nuovo Need for Speed No Limits, che su questo tablet offrono prestazioni e qualità grafica non riscontrabili su altri dispositivi Android.

Shield Tablet K1 supporta anche la tecnologia NVIDIA Shadowplay, che consente di catturare e condividere i momenti di gioco attraverso l'app Twitch integrata. Il tutto a €199, il nuovo prezzo per lo Shield Tablet più basso di 100 euro rispetto a quello della precedente versione del tablet. Le soluzioni della famiglia Shield non sono indirizzate esclusivamente ai giocatori, ma a tutti gli utenti interessanti ad un tablet dalle piccole dimensioni, potente con la grafica 3D, versatile e disponibile a un prezzo adesso estremamente competitivo. Bisogna aggiungere che le prestazioni lato CPU non sono così valide come quelle che si hanno con i giochi veri e propri, e che l'esperienza differente rispetto a quella di gaming può essere meno gradevole. Ad esempio, navigando fra le schede del web browser con Shield Tablet K1 potrete andare incontro a qualche micro-scatto, che invece scomparirà nei giochi. Ma ciò non toglie niente rispetto alla versatilità e all'eleganza del dispositivo, che diventa veramente appetibile proprio in funzione del prezzo.

I due altoparlanti bass reflex che si trovano nella parte frontale, infatti, permettono di beneficiare di un audio ricco e particolareggiato in associazione ai film che si trovano, ad esempio, nel catalogo Netflix. Il dispositivo inoltre riesce a riprodurre filmati alla risoluzione 4K Ultra HD elaborati localmente. L'HDR è inoltre abilitato sue entrambe le fotocamere. I tablet Shield mettono anche a disposizione la tecnologia 3D Painting accelerata tramite GPU che simula gli effetti di acquerello e di pittura ad olio. Tuttavia, a differenza del precedente modello, in questo caso non viene fornito il pennino in dotazione con il dispositivo.

Detto questo, GeForce Now già meraviglia per alcuni fattori. Gli utenti, infatti, possono accedere a un catalogo abbastanza importante di videogiochi pagando solamente un canone mensile di 9,99€. Grazie al fatto che non serve scaricare il gioco e non serve installarlo, un servizio come GeForce Now vi permette, tra le altre cose, di provare uno dopo l'altro una serie di giochi in pochissimo tempo. Un'altra cosa strabiliante riguarda, poi, i tempi di caricamento: grazie al fatto che questi giochi sono elaborati nei potenti datacenter NVIDIA sparsi in Europa, non saremo più costretti ad aspettare mentre il software carica al passaggio da un livello di gioco all'altro.E poi la grafica: teoricamente, un sistema del genere potrebbe consentire di giocare con grafica anche fotorealistica su qualsiasi tipo di dispositivo, anche i sistemi portatili della famiglia Shield. Possiamo solo immaginare cosa potrebbe succedere se NVIDIA incrociasse il suo cloud gaming con le tecniche di rendering avanzate come Iray.

Certo, ci sono anche dei fattori negativi. In assenza di connessioni particolarmente performanti, infatti, il sistema va a ridurre la risoluzione e la qualità della grafica, come vedremo meglio nelle pagine successive. Inoltre, come detto, ci sono problemi di lag in caso di ping alla connessione alti. Sono degli ostacoli che possono essere risolti solo con il miglioramento delle infrastrutture di rete, e che al momento impediscono di giocare con titoli particolarmente rapidi come i giochi di guida e gli sparatutto multiplayer, dove le performance della connessione a internet sono determinanti per essere competitivi all'interno delle sessioni multigiocatore.

Tra i produttori di smartphone che si sono fatti largo nel panorama mondiale negli ultimi anni in pochi sono riusciti a eguagliare il successo ottenuto da Apple con il proprio iPhone. Solo uno dei produttori concorrenti è riuscito a emulare realmente quanto fatto in questi ultimi 6 anni dall'azienda di Cupertino: stiamo ovviamente parlando di Samsung, in questo momento indubbiamente il più importante rivale per il colosso della mela morsicata. La crescita di Samsung nel mercato degli smartphone è stata così repentina da superare in volumi quanto proposto da Samsung, grazie anche al successo di mercato del sistema operativo Android sul quale Samsung basa buona parte dei propri modelli.Con la propria serie di terminali della famiglia Galaxy, Samsung è stata in grado di entrare nelle grazie degli utenti attraverso soluzioni sempre tecnicamente avanzate rispetto alla concorrenza e ad una strategia di marketing che, con il passare del tempo, si è rivelata vincente. Con tale approccio l'azienda coreana è riuscita ad ottenere risultati di rilievo sia per quanto riguarda i numeri legati alle vendite delle proprie soluzioni sia in termini di percezione del brand da parte del pubblico.

Indice di questa leadership e chiara prova del nuovo trend di mercato è senza dubbio la scelta da parte del più grande concorrente, ovvero Apple, di buttarsi a sua volta su dispositivi dallo schermo molto ampio, seguendo così il percorso intrapreso proprio da Samsung già diversi anni or sono.Il successo di Samsung, infatti, non è solo marketing o schede tecniche strabordanti. Samsung ha saputo anche innovarsi e innovare nel corso di questi anni, creando a sua volta una nuova categoria di soluzioni che potesse offrire qualcosa di diverso agli utenti. Nell'ormai lontano 2011 il mese di settembre fu infatti scosso da un interessante quanto inaspettato annuncio: Galaxy Note.

Si trattava del primo smartphone dotato di un display di oltre 5 pollici per quanto riguarda la misura della diagonale. Una soluzione inizialmente vittima di scherno proprio per via delle sue fattezze che più l'avvicinavano ad un tablet ma che ha saputo affermarsi, condizionare il mercato e ritagliarsi una propria fetta di utenti che difficilmente passeranno a soluzioni con display inferiori per diagonale.La serie Note si è poi evoluta nel corso degli anni, arrivando alle fine del mese di agosto alla quinta versione e declinandosi, pur mantenendo gli standard dei phablet e il concetto d'uso proprio di questi dispositivi, in un nuovo modello discendente della serie Galaxy e riprendente le caratteristiche estetiche dell'ultimo successo del produttore coreano, ovvero S6 Edge. Parliamo ovviamente di S6 Edge Plus, protagonista di questa recensione e, per il momento, sostituto della serie Note per quanto riguarda la nostra penisola. Al momento Note 5 non è stato infatti commercializzato e se si cerca un phablet top di gamma tra i prodotti Samsung la scelta cade per forza di cose sulla sua alternativa con display curvo.